IL LIBRO È MEGLIO DEL FILM? IL FILM È MEGLIO DEL LIBRO?

Ogni volta che sento dire “Il film è deludente rispetto al libro” oppure “Il film è bello, ma il libro è molto meglio” nella mia testa avviene un cortocircuito e si bloccano tutte le sinapsi.

Che significa “Il libro è meglio del film” (o viceversa)??

Pensaci su…

Un libro è un libro, e un film è un film.

Un libro è un modo di esprimersi o di raccontare per iscritto. Parole, nere su bianco.

Un film è un modo di esprimersi o di raccontare visivo, innanzitutto, e sonoro. Immagini, di qualunque tipo e di qualunque colore, accompagnate da voci, musiche e rumori.

Se ci rifletti sono quasi l’opposto.

Leggendo un libro le immagini e i suoni devi crearle tu nella tua mente. Guardando un film succede esattamente il contrario.

Eppure sento sempre commenti sul fatto che il libro sia “meglio” del film o che il film sia “meglio” del libro…

Se sentissi dire “Preferisco leggere libri che guardare film” sarebbe tutta un’altra storia, in quel caso nulla da dire.

Sono due esperienze completamente diverse, anzi, come ho già detto, opposte.

Spesso molti amanti della lettura snobbano i film perché i libri da cui sono tratti sono indiscutibilmente meglio… C’è poco da snobbare. Un libro è “meglio” di un film se si vuole leggere una storia e immaginarne i colori, le facce, le voci… E, allo stesso modo, un film è “meglio” di un libro se si vuole vedere e sentire, fare viaggiare i sensi più che l’immaginazione.

Cioè, detto in maniera lapalissiana, un libro è meglio quando si ha voglia di un libro e un film è meglio quando si ha voglia di un film. Questo se parliamo di tipi di esperienze…

Se, invece, parliamo di bellezza, qualità, gusto, talento, eccetera… il discorso si fa più complicato. E si fa insensato.

Come si può pensare di mettere a paragone un libro e un film?

È un po’ come dire “Isle of the dead di Böcklin è meglio di Isle of the dead di Rachmaninoff”… Uno è un dipinto e l’altro è il poema sinfonico ispirato dal dipinto.

Vabbè dai Miriam, non è la stessa cosa…

Non sembra la stessa cosa perché è chiaro a tutti che nel caso di musica e pittura siamo di fronte a due cose completamente diverse, un quadro e una canzone non si possono paragonare. Mentre nel caso di libri e film abbiamo a che fare con due medium narrativi. Giusto?

Sbagliato.

Intanto, giusto per constatare l’ovvio, sinfonie e dipinti possono essere più narrativi di libri e film.

E adesso andiamo al dunque… Letteratura e cinema sono, sì, arti narrative (il più delle volte) ma sono due arti distinte e separate, non interscambiabili. Il fatto che una storia scritta possa diventare un film non significa che questo sia un’evoluzione visiva o una possibile continuazione del primo. Questo discorso si può fare per uno spartito, che, se non viene letto e suonato, non è musica. O si può fare anche per la letteratura e per il cinema, separatamente: una storia raccontata con le parole non è un libro finché non la si scrive; e un film non è un film finché non appare su uno schermo, è ancora soltanto una sceneggiatura. E, no, un libro non è “quasi” una sceneggiatura.

Ma non si può fare questo discorso fondendo letteratura e cinema insieme volendoli far sembrare parti della stessa entità. È svilente nei confronti sia di un’arte sia dell’altra.

Un libro si giudica sulla base di come è scritto, delle parole usate, delle figure retoriche letterarie, della suddivisione o meno in capitoli, di come viene espressa la linea (o curva) temporale, dell’eventuale abuso di aggettivi, della punteggiatura, della lunghezza dei periodi e di come suonano le frasi quando si leggono a voce alta.

Un film si giudica sulla base di tutte quelle cose che avrò detto due milioni e mezzo di volte, quello che fa del linguaggio cinematografico, appunto, un linguaggio, con la sua grammatica, sintassi e sintagmatica: inquadrature, montaggio, fotografia, colonna sonora, eccetera (leggi questo post per approfondire il discorso sul linguaggio filmico). Anche perché ti ricordo che il cinema nasce muto, e la forma più pura di cinema resta quella dove le parole vengono usate come il wasabi… con moderazione e parsimonia.

Libri e film non possono essere paragonati perché gli elementi che li caratterizzano non sono neanche lontanamente gli stessi. Ciò che rende un libro bello o brutto non corrisponde affatto a ciò che rende un film bello o brutto.

Allora sulla base di cosa si paragonano sempre i film ai libri a cui si ispirano (o viceversa)?

Sulla base della storia, e nient’altro.

(Sempre la stessa storia, questa storia della storia… Ne ho già parlato in questo post, quindi non voglio fare un’altra tiritera sul discorso forma/contenuto.)

Quindi, quello che si vorrebbe intendere quando si dice “Il libro è meglio del film” è semplicemente (e molto banalmente) che la storia è raccontata meglio nel libro… ma, anche questa, è una cosa poco sensata. Perché in base a questo unico metro di giudizio un film ispirato da un libro che ci è piaciuto tantissimo non ci potrà mai piacere.

Come disse, giustamente, Paulo Coelho “Il libro è un film che ha luogo nella mente del lettore. Ecco perché andiamo al cinema e diciamo <<Oh, il libro è meglio>>.

Ora, questa filippica che sto facendo è rivolta a chi ama il cinema. A chi è interessato a conoscere e vivere il cinema in quanto arte.

Se hai letto The Da Vinci code di Dan Brown e guardi The Da Vinci code di Ron Howard solo per curiosità, per vedere se la storia è stata trasposta in maniera fedele o se i personaggi sono raffigurati come li avevi immaginati leggendo il libro, amen. Da amante del cinema (amo anche i libri, giusto per chiarirci) lo trovo, come ho già detto, svilente ma… libero arbitrio baby… Se poi mi dici che il libro è meglio del film o che il film è meglio del libro, mi fai sanguinare le orecchie ma è un problema mio, giusto?

Sinceramente meglio chi, non avendo una passione sfrenata per il cinema, decide di non guardare il film tratto dal suo libro preferito. Resterebbe inevitabilmente deluso.

Se non si ha la capacità (o la volontà) di separare le due cose adottando due metri di giudizio distinti, secondo me e dico SECONDO ME, è meglio non guardare il film ispirato da un libro che si ama. Perché sottoporsi a qualcosa che si sa già che sarà deludente?

Ma il discorso non vale solo in questo senso.

Capita di vedere un film che è stato ispirato da un libro che non abbiamo letto (o che ancora non è uscito perché, sì, esistono libri tratti da film, ad esempio Wall·E). E il più delle volte non si leggerà mai il libro, perché leggere è più faticoso di guardare un film, ci vuole più tempo e poi… già conosco la trama, so quello che succede… un giorno lo leggerò… e i decenni passano e non succede… no ma giuro che prima o poi Fight Club lo leggo… In questo caso il problema non si pone. Se ne pongono altri ma lasciamo stare.

Quando, invece, capita di vedere prima il film e dopo leggere il libro, solitamente mentre leggiamo abbiamo già delle immagini preformate, sappiamo già come finirà la storia e i risultati possibili sono due: o riusciamo a stento a finire il libro perché non riusciamo a toglierci dalla mente il film (se ci è piaciuto), o nel libro troviamo molti avvenimenti in più e quindi cominciamo a pensare che sia “meglio” del film. Quindi, sempre e solo sulla base di quello che succede nella vicenda, ci formiamo un’opinione che è comunque comparativa fra i due.

Per tutti questi motivi, è da sempre aperto il dibattito sull’ordine in cui procedere: prima leggere il libro o guardare il film?

Sinceramente io penso che non cambi nulla. Se leggo un libro lo giudico in quanto libro, ne valuto la scrittura, lo paragono ad altri libri dello stesso autore, dello stesso genere, della stessa tipologia, se proprio voglio paragonarlo a qualcosa. Se guardo un film ho tutto un altro spettro di elementi stilistici su cui formarmi un’opinione.

Il punto è che, se giudichiamo ogni volta un film in funzione del libro o un libro in funzione del film (esclusivamente sulla base della trama), non facciamo altro che svalutare due forme d’arte e d’espressione preziosissime.

Dobbiamo imparare a goderci ogni arte in maniera completa e assoluta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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