I MIEI “CATTIVI” PREFERITI

 

È da un po’ che penso di scrivere qualcosa sui miei villains cinematografici preferiti ma… ogni settimana rimando alla successiva e poi alla successiva… perché ci sono personaggi di cui non posso parlare, altrimenti spoilererei i film a chi non li ha visti, e altri di cui non mi va di parlare per il semplice motivo che sono personaggi ultra-popolari e amati da tutti.

Però io questo post lo voglio scrivere.

Quindi, per ovviare a tutto ciò, faccio delle (forse inutili) premesse.

Farò un elenco dei miei villains o “cattivi” preferiti parlando brevemente di ognuno ma, in questo elenco, non troverai personaggi prevedibili come The Joker, l’Enigmista, qualche Dracula o Nosferatu, Terminator, Alien, Freddy Krueger, uno qualunque tra gli antagonisti della sposa di Kill Bill o Walter White.

Non troverai nemmeno Norman Bates, Alex DeLarge, Jack Torrance, Hannibal Lecter, Frank Booth, Norman Stansfield, il Macellaio Bill Cutting, il Colonnello Hans Landa e così via… perché parliamo di personaggi, assolutamente eccezionali, ma unanimemente riconosciuti come i più grandi villains del cinema che va dalla seconda metà del Novecento a oggi e, soprattutto, sono i protagonisti o antagonisti di film che credo (quasi) tutti conoscono.

Diciamo che sono i “cattivi” preferiti di tutti.

Se non ne conosci qualcuno, perdonami… sono sicura che Google saprà rimediare alle mie omissioni.

Alcuni personaggi che reputo stupendamente costruiti e messi in scena non voglio, invece, nominarli perché dovrei, inevitabilmente, svelare troppe cose dei film in cui vivono.

Però, questo non mi impedisce di consigliarti i titoli dei film a cui mi riferisco… perciò, se non li hai ancora visti, ti consiglio di guardare: All about Eve (Eva contro Eva, 1950) di Joseph L. Mankiewicz; The lady from Shanghai (La signora di Shanghai, 1947) di Orson Welles; Anatomy of a murder (Anatomia di un omicidio, 1959) di Otto Preminger; The third man (Il terzo uomo, 1949) di Carol Reed; Witness for the prosecution (Testimone d’accusa, 1957) di Billy Wilder; Following (1998) di Christopher Nolan; La piel que habito (La pelle che abito, 2011) di Pedro Almodóvar.

 

villains che ho scelto appartengono a film che sono, per la maggior parte, film in bianco e nero e molti parecchio datati; non perché mi sento Pippo Baudo e sono convinta che questi film, rispetto a tutti quelli che ho nominato finora, li ho scoperti io e li conosco solo io…

Ovviamente no.

Però molti di questi film non hanno la popolarità che meritano, o non ce l’hanno più, quantomeno tra le nuove generazioni.

Non che io abbia l’età di Pippo Baudo…

Alcuni personaggi appartengono a film abbastanza conosciuti, in realtà, ma il genere in cui rientrano mette un po’ in ombra la grandezza di questi villains.

Ok, basta con le premesse.

Questi sono i miei “cattivi” preferiti…

 

DR. CALIGARI DAS CABINET DES DR. CALIGARI (1920) DI ROBERT WIENE

La grandezza di questo personaggio non è data prevalentemente dall’interpretazione di Werner Krauss, ma dall’atmosfera orrorifica e ambigua che pervade tutto il film. Il Dr. Caligari è un personaggio che muta sempre forma e su cui il regista vuole che cambiamo sempre idea. Il Dr. Caligari potrebbe essere tutto e niente. Potrebbe essere un genio, potrebbe essere un pazzo, potrebbe essere un ladro, uno psichiatra, un assassino, il capo dei pazzi, il dottore dei pazzi, potrebbe non esistere.

 

DR. MABUSEDR. MABUSE, DER SPIELER (1922) DI FRITZ LANG

Il Dr. Mabuse è uno dei migliori criminali di sempre. Perché sa essere qualunque tipo di persona. Nella scena d’apertura del film lo si vede mentre mescola delle carte, su ogni carta c’è raffigurata la sua faccia in uno dei suoi vari travestimenti, e ne pesca una per scegliere chi essere quel giorno. Ma non è solo un gioco di travestimenti. Il Dr. Mabuse è il male in persona. È uno psicanalista, un grande conoscitore della mente umana, e si serve di questa sua conoscenza per ingannare e manipolare chiunque e qualunque cosa, anche l’andamento della borsa. È un uomo spietato, sadico, dedito ai vizi e scaltro. E l’interpretazione di Rudolf Klein-Rogge lo rende indimenticabile. Se mai hai usato l’espressione “genio del male”, sappi che l’unico vero genio del male è il Dr. Mabuse.

 

MARIA MASCHINENMENSCHMETROPOLIS (1927) DI FRITZ LANG

Brigitte Helm interpreta la parte di Maria, una ragazza dalle fattezze e dalla personalità angeliche. Ma la stessa attrice interpreta anche l’Uomo-Macchina (Maschinenmensch), una sorta di alter-ego meccanico di Maria. La sua interpretazione, unita al modo in cui ce la presenta Fritz Lang, rende questo personaggio estremo e letteralmente diabolico. Non dimentichiamo in che anno è uscito. Una donna che balla mezza nuda in maniera a dir poco inquietante e si contorce e regala agli uomini sguardi assatanati mentre si incarna nella Meretrice di Babilonia e poi incita alla distruzione e al caos… in un film di fantascienza del 1927. Devo aggiungere altro?

 

MRS DANVERSREBECCA (1940) DI ALFRED HITCHCOCK

Mrs Danvers (interpretata da Judith Anderson) è uno dei personaggi più perversi di sempre. È la governante del castello di Manderley in cui vive il vedovo Max de Winter e la sua nuova moglie. Mrs Danvers non accetta la nuova signora de Winter perché è morbosamente e ambiguamente legata alla defunta prima moglie, Rebecca. Ma la perversione e l’ambiguità appartengono solo a lei, non hanno niente a che fare col rapporto che c’era tra le due. Non c’è un motivo dietro questa ossessione. Per questo il suo delirante e maniacale ricordare e venerare tutte le abitudini, gli oggetti, la biancheria di Rebecca risulta ancora più perverso e ambiguo. Un grande personaggio, forse oggi un po’ dimenticato, insieme all’intero film, ma che non perderà mai il suo fascino.

 

ARCHIBALDO DE LA CRUZENSAYO DE UN CRIMEN (ESTASI DI UN DELITTO, 1955) DI LUIS BUÑUEL

È un personaggio che mi diverte moltissimo, e mi ispira anche tenerezza. Archibaldo de la Cruz (Ernesto Alonso) è un uomo disturbato e traumatizzato che pianifica per quasi tutta la sua vita il delitto perfetto. È ossessionato dalla voglia di uccidere le donne. E non tenta minimamente di nasconderlo, anzi si confessa. Questa voglia di uccidere lo elettrizza e lo fa soffrire allo stesso tempo, perché non sa resisterle. Starai pensando “E che c’è di divertente e di tenero?”. Guardalo e capirai. Solo Buñuel poteva concepire un personaggio e un film così.

 

HARRY POWELLTHE NIGHT OF THE HUNTER (LA MORTE CORRE SUL FIUME, 1955) DI CHARLES LAUGHTON

Harry Powell (Robert Mitchum) è un personaggio superlativo. È proprio malvagio. È uno pseudo-predicatore, ex galeotto, che non si fa nessun problema a perseguitare e minacciare due bambini. Agli occhi degli adulti è l’uomo perfetto, emblema dei valori cristiani. Harry Powell è uno dei più grandi ammaliatori che il cinema abbia mai visto. Certo l’espressione di Robert Mitchum ha aiutato tanto, ma è il personaggio ad essere stato scritto magistralmente. È costruito a strati e le sue azioni non si contraddicono. Un villain spietato, determinato e metodico.

 

RHODA PENMARK THE BAD SEED (IL GIGLIO NERO, 1956) DI MERVYN LEROY

The bad seed è un horror non molto conosciuto ma che io consiglio a tutti gli appassionati del genere e non solo. Siamo nel 1956, quindi anche chi non ha una forte predisposizione agli horror può farcela, non c’è niente di spaventoso nelle immagini. Questo film è stato un esperimento. È molto complesso. Fino ad allora non si era visto niente di simile. Per questo merita di essere visto. Rhoda Penmark (interpretata da Patty McCormack) è una bambina perfetta. Troppo perfetta. Creepy. Inquietantissima. Con le scarpette lucide e le trecce bionde. E non dico nient’altro.

 

BABY JANE HUDSON WHATEVER HAPPENED TO BABY JANE? (1962) DI ROBERT ALDRICH

Bette Davis nei panni di Baby Jane è una delle mie cose preferite. Il film è un capolavoro indiscutibile e se non l’hai ancora visto, corri al riparo adesso. E quello che lo rende un capolavoro è proprio Bette Davis nei panni di Baby Jane. Baby Jane è una versione terrificante e divertente di Norma Desmond. È una bambina ormai vecchia e una pazza ormai irrecuperabile. E ha gli occhi pazzi di Bette Davis.

 

MAX CADY CAPE FEAR (1962) DI J. LEE THOMPSON – CAPE FEAR (1991) DI MARTIN SCORSESE

Max Cady è uno dei villains più famosi di sempre. Però quello di cui ormai ci si ricorda di più è il Max Cady interpretato da Robert De Niro nel remake di Cape Fear del 1991. Nell’originale del 1962, Max Cady è interpretato da Robert Mitchum. Un Max, due Robert. Io, infatti, ho inserito entrambe le versioni, perché in entrambe è un personaggio bestiale. Max Cady è un sadico pieno di vendetta e rabbia. Il Cady di Robert Mitchum è affascinante. Quello di Robert De Niro è terrificante. Ognuna delle due interpretazioni è perfetta per i rispettivi anni di uscita. Nel 1962 un personaggio così tremendo, sadico e impassibile non si era mai visto; nel 1991, per ottenere lo stesso effetto scioccante, Robert De Niro ha dovuto amplificare i tratti più sadici, violenti e perversi e tradurli anche nel linguaggio del corpo e nella mimica facciale. Due facce dello stesso Max.

 

IL “DOTTORE”  INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO (1970) DI ELIO PETRI

Il nuovo capo della sezione Omicidi (Gian Maria Volontè), che tutti nel film chiamano semplicemente “Dottore”, è uno dei personaggi più complessi del cinema italiano e non solo. La costruzione narrativa del film ci fa immedesimare completamente nel “Dottore”, perché lui non è l’antagonista di nessuno, è il protagonista assoluto. E a noi piace come si comporta. È inevitabile. È un personaggio carismatico e convincente. Gian Maria Volontè ne ha fatto un bellissimo ritratto aggressivo, passionale, provocatorio, virile ma debole. Un film e un protagonista inimitabili.

 

SCARTHE LION KING (1994) DI ROGER ALLERS, ROB MINKOFF

Non c’è molto da spiegare, questo lo conoscono tutti. Ma non ho potuto resistere. Scar è un personaggio immenso. La Disney ha preso l’Amleto e ne ha fatto un cartone animato per bambini. Scar mantiene, però, tutta la complessità di un personaggio shakesperiano. Ogni volta che appare Scar il tono del cartone si contrae all’istante e diventa pura tragedia. Tutto questo associato a un disegno magnetico e alla voce di Jeremy Irons (in italiano doppiato da Tullio Solenghi). È odioso e ci fa stare male, ma lo amiamo. Chi non ama Scar?

 

 

 

 

 

 

 

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