ALLA RICERCA DEL CLASSICO PERDUTO (EPISODIO 1X01)

 

Ogni arte ha i suoi “classici”.

Nel cinema i “classici” sono quei film che tutti conoscono, o quantomeno ne conoscono l’esistenza.

Ci sono, però, moltissimi film che, dagli appassionati di cinema, sono considerati “classici” ma che, col tempo, stanno perdendo, o rischiano di perdere, il loro posto nella memoria cinematografica collettiva.

Ho voluto intitolare questo post Alla ricerca del classico perduto per rispolverare quelli che per me (e non solo, ovviamente) sono dei grandi classici del cinema di cui non si sente abbastanza parlare.

Ho intenzione di renderlo un appuntamento periodico, in cui, secondo un criterio ogni volta diverso, consiglio dei film che meritano di essere visti o rivisti.

Una rispolverata ecco, per non dimenticare…

 

Oggi voglio consigliarti cinque film di cinque generi diversi, risalenti a prima del 1950.

Magari li hai già visti, magari sono proprio i tuoi cinque film preferiti o magari te li sei persi fino a oggi.

Io, per non rischiare, te ne parlo.

 

BLACKMAIL (RICATTO – 1929, ALFRED HITCHCOCK)   THRILLER

 

 

Lo so, lo so… se c’è un regista di cui (sembra che) parlo sempre è Hitchcock. Questa volta, però, non sto parlando di uno dei celeberrimi film hitchcockiani. O almeno non credo.

Blackmail è il primo film sonoro di Hitchcock ed è anche il primo film sonoro della storia del cinema britannico. È un thriller molto moderno, molto coraggioso, che forse in tanti non conoscono o ricordano.

Ma, nonostante le moltissime limitazioni tecniche, questo resta un capolavoro della suspense, sia per quanto riguarda la scrittura dei personaggi e la narrazione, sia per quanto riguarda l’aspetto estetico.

Lo stile visivo ha già l’impronta riconoscibile di una mano esperta e sicura. Lo stile compositivo delle inquadrature e la costruzione delle scene, sto parlando sia di regia sia di montaggio, mostra già tutto il genio creativo del maestro del thriller. Il suono, per quanto in forma embrionale e sperimentale e con tutte le difficoltà del caso, è utilizzato con astuzia e fantasia. Hitchcock riusciva sempre a sfruttare al meglio ogni mezzo che si trovava fra le mani. Sapeva sempre fare di necessità virtù.

 

DUCK SOUP (LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX – 1933, LEO MCCAREY)   COMEDY

 

 

Un titolo fedelmente tradotto, vero? Lasciamo perdere… Questo film è uno di quei classici che, in realtà, sento spesso citare, magari in altri film, ma non sono tanto sicura che tutti quelli che si dicono amanti del cinema l’abbiano visto, almeno parlando dei miei coetanei.

Se così è, è un vero peccato, perché questo film (e anche gli altri con i fratelli Marx) è una commedia satirica molto attuale, intelligente, brillante, piena di contenuti ma equilibratissima e, soprattutto, fa davvero ridere. Le gag “fisiche” sono sempre attuali e, almeno a me, fanno ridere molto più delle gag di Chaplin.

Se non hai mai visto Duck soup, ti sei perso un classico veramente imperdibile. Una commedia universale.

 

DETOUR (1945, EDGAR G. ULMER)   NOIR

 

 

Il noir è uno dei miei generi preferiti, e sono molto puntigliosa e facilmente irritabile quando si parla impropriamente di noir. Ho in programma di scrivere un intero post a riguardo in cui citerò i miei noir preferiti, i noir senza cui, per me, la vita non può esistere. E, molto probabilmente, ripeterò questo titolo perché Detour è uno dei noir che io ho amato da subito e amerò per sempre. È considerato ormai un cult del genere ma, essendo un noir di serie b (da un punto di vista di produzione), a volte non gli viene riservato un posto al tavolo dei grandi classici della stagione noir.

È stato girato in pochissimi giorni e con un budget infimo. Ma Ulmer è riuscito ugualmente a realizzare un capolavoro. Detour è un film aggressivo, “sporco”, che dà fastidio ma diverte e resta impresso nella memoria.

Il tratto più degno di nota è senza dubbio la performance attoriale di Ann Savage nel ruolo di Vera.

Se, per caso, non lo conosci, guardalo… 67 minuti memorabili.

 

LETTER FROM AN UNKNOWN WOMAN (LETTERA DA UNA SCONOSCIUTA – 1948, MAX OPHÜLS)   DRAMA

 

 

Hai presente quei momenti in cui si ha voglia di guardare un film tristissimo ma bellissimo? Capita a tutti… La prossima volta che ti capita guarda Letter from an unknown woman, se non l’hai mai visto.

Questo film racconta una storia d’amore straziante in un modo molto particolare, che non dirò.

Max Ophüls è uno dei più grandi registi del passato, maestro indiscusso dei melodrammi, specialmente a sfondo romantico. Il suo stile è sognante, prezioso, coinvolgente e tecnicamente impeccabile.

E questa perla cinematografica conferma tutto il suo talento nel saperci far vivere delle storie, favole o tragedie, appartenenti a un mondo magico, che luccica come un diamante e che incanta come un’antica poesia, così lontano ma comunque nostro.

 

A LETTER TO THREE WIVES (LETTERA A TRE MOGLI – 1949, JOSEPH L. MANKIEWICZ)   ROMANCE

 

 

Giuro che è un caso che anche questo film ha nel titolo una lettera a qualcuno. Quando ho deciso di inserirlo sentivo semplicemente l’esigenza di parlare di un film di Mankiewicz perché è uno dei più bravi registi della storia del cinema ma, quantomeno in Italia e tra le nuove generazioni, non è conosciuto (o meglio, venerato) per come merita.

Mankiewicz era un grande sceneggiatore , oltre a essere un grande regista. Il cinema di Mankiewicz è un cinema analitico, che scompone e ricombina tutte le sfaccettature umane, drammaturgicamente e registicamente. Per questo ogni suo film è un capolavoro e anche un “classico”, e A letter to three wives è uno di questi.

La vicenda inizia quando tre amiche ricevono una lettera di un’altra amica comune in cui questa scrive di essere fuggita con uno dei loro mariti, ma non dice chi dei tre.

La narrazione di questo film è strutturata come una coreografia, con assoli e passi a due che si alternano in armonia. Una danza di personalità e temi umani, umanissimi, approfonditi fino al minimo dettaglio, senza mai rendere pesante o troppo verboso il film. Personaggi così reali che ci sembra di conoscerli, e ci sembra di capire esattamente cosa provano; dialoghi avvincenti e, naturalmente, un livello altissimo di recitazione. Tutto magistralmente ed elegantemente ripreso dall’obiettivo sapiente di Joseph L. Mankiewicz.

Naturalmente, anche se non lo ripeto in ogni post, questo e tutti gli altri film li guarderai nella loro lingua originale, vero? Non deludermi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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