CHI E PERCHÉ

 

“Toutes les grandes personnes ont d’abord été des enfants. (Mais peu d’entre elles s’en souviennent.)”

Antoine de Saint-Exupéry – Le Petit Prince

 

Cioè:

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.

 

Non c’è modo migliore per presentarmi di questa frase che apre il mio libro preferito.

Questa frase riassume perfettamente la mia visione della vita. Ovviamente Antoine de Saint-Exupéry è riuscito a esprimermelo perfettamente molto prima di me.

Cos’è che, generalmente, differenzia i bambini dagli adulti?

La fantasia, l’immaginazione, l’entusiasmo, la curiosità, lo stupore.

Ecco, queste sono doti con cui tutti nasciamo ma che, purtroppo, molte persone perdono crescendo. Come se fossero denti da latte.

Sarà perché ho sempre bevuto e continuo a bere almeno mezzo litro di latte al giorno, ma sta di fatto che continuo ad avere la stessa fantasia, immaginazione, lo stesso entusiasmo, la stessa curiosità, lo stesso stupore di quando avevo 3 anni.

Anzi no.

Devo dire che sono tutte cresciute con me. Continuiamo a giocare insieme tutti i giorni.

E, siccome so quanto è divertente vivere così, vorrei contagiare altre persone.

Vorrei trasmettere un nuovo modo di vivere l’arte, la cultura, la conoscenza. Esagerando potrei dire di voler trasmettere un nuovo modo di vedere il mondo. Con occhi nuovi, se vuoi, anche se forse non sono necessariamente occhi “nuovi”. Perché si tratta proprio di vedere il mondo con gli occhi di un bambino, o di una bambina.

 

“Sì Miriam ok, tutto bellissimo, tutto meraviglioso ma… che c’entra tutto questo col blog? Questo è un blog di cinema o ho capito male?”

 

No, non hai capito male, questo è un blog di cinema. Perlopiù.

RiformaMente è un blog che riguarda prevalentemente il cinema, ma non solo.

È un blog sulla Bellezza.

Il cinema non è la mia unica passione. Perché non si può essere appassionati di cinema senza essere appassionati di arte e cultura in senso ampio.

Il cinema viene chiamato la settima arte perché è nata per ultima, ma il cinema può comprendere tutte le altre arti. In un film puoi trovare l’architettura, la musica, la pittura, la scultura, la poesia, la danza, il teatro, la fotografia, la letteratura, e tutto quello che puoi voler vedere o sentire, e in tutti i modi in cui puoi volerlo vedere o sentire.

In più il cinema ha una sua propria identità artistica, un linguaggio, una grammatica, stili, forme, correnti, studi e teorie.

La mia ossessione per il cinema è iniziata quando ancora ero troppo piccola per capire, l’unica cosa che capivo era come mi faceva sentire, le emozioni che provavo guardando i miei film preferiti (che non erano Dumbo o Bambi ma Ghostbusters, Terminator 2: judgment day, Who framed Roger Rabbit, Forrest Gump, Léon, Frankenstein Junior, eccetera).

Crescendo provavo a occuparmi di cose più “serie” ma non riuscivo a non pensare al cinema, alla bellezza delle immagini e alla bellezza delle parole.

E la stessa cosa valeva per la musica, per i libri, per le arti visive.

Finché ho capito che, per me, queste sono le cose “serie” e importanti.

Ed è per tutti questi motivi che ho studiato (e continuo, finché campo, a studiare) discipline umanistiche, specializzandomi in semiotica e in storia e critica del cinema.

Considerando anche che ho un’opinione su tutto e sento sempre un impulso irrefrenabile di dire la mia (e che la so dire, visto che non smettendo mai di parlare ho una discreta esperienza nell’esprimermi bene), non può esserci alternativa migliore per me che fare il critico cinematografico.

C’è da dire anche che sono sempre stata iper-critica su qualunque argomento. E sono sempre stata iper-critica soprattutto nei confronti degli insegnanti (già dalle scuole elementari) e dei metodi di studio e insegnamento.

Chi insegna deve non solo sapere ma sapere insegnare. Scontato? Non proprio. Per me sapere insegnare significa sapere ispirare gli altri a voler imparare per se stessi e per nessun altro, significa saper trasmettere conoscenze ma soprattutto passione, significa saper trascinare gli altri in un mondo nuovo, significa saper trovare ogni volta il modo migliore per fare tutto questo. Soprattutto quando si vuole spiegare l’arte e la bellezza. L’Inferno di Dante si studia a scuola non perché è utile ma perché è bellissimo, è poesia e musica insieme. Che senso ha studiarlo perché si deve studiare?

 

E quindi sono arrivata alla conclusione che la cosa che mi riesce meglio è spiegare, esprimere le mie opinioni, insegnare, criticare (non polemizzare, ma capita anche quello).

Dal 2014 mi è stato chiesto di insegnare alla Lute di Milazzo, dove mi diverto un sacco a insegnare storia e critica del cinema, ogni anno preparo per i miei studenti moduli diversi (“L’Italia nella grande guerra”, “Il neorealismo”, “Il linguaggio cinematografico”, “Analisi di 4 classici: Metropolis, Sunset Blvd., Rear window, Dr. Strangelove or: how I learned to stop worrying and love the bomb”, “Anni ’60: l’età d’oro del cinema italiano”) e ho anche tenuto due conferenze pubbliche, una (nel 2014) interamente sul film La grande bellezza di Paolo Sorrentino, e l’altra (nell’estate 2016) che aveva come titolo “La Sicilia di… Giuseppe Tornatore”.

RiformaMente è nato perché volevo avere la possibilità di esprimere le mie idee sull’arte, non solo cinematografica, nella maniera più libera, sincera e chiara possibile; ma ho deciso di creare questo blog anche e soprattutto per trasmettere passione e entusiasmo a chi ha curiosità di conoscere, di sapere, di capire, e per ispirare più persone possibili a sviluppare un pensiero critico, una volta capito dove, cosa e come guardare.

 

P.S.   Se hai curiosità di leggere la mia tesi di laurea “Semiologia dei colori nel cinema d’autore”,                                   iscriviti alla newsletter e ti invierò gratis il pdf scaricabile.

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